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giovedì 3 ottobre 2013

VALE LA PENA SPENDERE DI PIU' PER UN PRODOTTO DI PROFUMERIA?



Sarà certamente capitato a tutte di chiedersi, andando in profumeria, perché ci si trova a scegliere tra due prodotti che, almeno in teoria, vantano le stesse proprietà ma hanno prezzi che differiscono di parecchi euro. Cerchiamo di capire insieme, almeno in parte, se e in cosa differiscono e se veramente è giustificato un tale divario di prezzo.
Nell’enorme varietà di referenze cosmetiche, ho scelto di analizzare due formule di  un prodotto che praticamente ogni donna ha nella sua trousse: il mascara.
È chiaro che, come per un vestito di marca, il prezzo sale quando si vanno ad acquistare prodotti di marchio noto (YSL, LANCOME, CHANEL…), perciò possiamo dire che, in parte, paghiamo il nome di un prodotto di lusso.
È altrettanto vero che, così come per un bel gioiello, le marche di una certa importanza, sono garanzia di confezioni curate e di effetto, paghiamo quindi anche l’immagine.
Ma, tolta la bella confezione, tolta la marca e le spese di importazione, cosa resta, a parità di formula, che giustifichi un così ampio divario di prezzo?
Senza entrare in disquisizioni chimiche (noiose e complicate, ve lo assicuro per esperienza!!!), ho voluto riportare le formule di due mascara dalle stesse proprietà allunganti ed incurvanti, ma di prezzo ben diverso.



Mascara di mass market
Prezzo   9,70
Mascara di profumeria di lusso
Prezzo  24,00
Aqua, C18-36 acid triglicerid, cera alba, acacia, carnauba, glyceril stearate, trietanolammina, acrylates copolymer, palmitic acid, stearic acid, candelilla cera, silica, tocopheryl acetate, panthenolo, xanthan gum, dimethicone, PVP, potassium sorbate, butyl paraben, ethilparaben, methilparaben, propilparaben, CI 77499
Aqua, orizaya sativa, carnauba wax, hydrogenated stearil olive esters, stearic acid, candelilla cera, trietanolammina, palmitic acid, acacia, panthenolo, simethicone, dimethicone copoliolo, silica, hydrossietilcellulosa, polivinil alcol, methilparaben, propilparaben



Ho evidenziato gli ingredienti che i due prodotti hanno in comune perché risultasse evidente la differenza che sussiste tra essi. Sebbene infatti molte sostanze si ritrovino in entrambe le formulazioni, si nota che esse sono in quantità diverse; tenete presente che le etichette riportano gli ingredienti in ordine decrescente, perciò gli elementi che ritroviamo ai primi posti sono quelli più abbondanti nel prodotto.
La seconda formula contiene, tra le altre, sostanze nutrienti di natura vegetale: olio di germe di riso, estratto di oliva, emulsionanti (sostanze che mantengono cremoso il prodotto) di natura volatile, per cui avremo un mascara non solo nutriente e delicato sulle ciglia, ma anche una consistenza leggera, per capirci meglio: un mascara che non secca le ciglia e non le lascia rigide come paletti!
La prima formula invece, sebbene il fattore “incurvante” sia per entrambi un polimero ad azione filmogena (che riveste cioè le ciglia dandogli la forma voluta dallo scovolino applicatore),  si può dire che è una formula base, senza particolari effetti idratanti o ingredienti particolarmente ricercati; in oltre sono presenti numerosi conservanti, spesso responsabili di allergie e irritazioni.
Dal punto di vista pratico-applicativo, da un mascara con queste caratteristiche non possiamo certo aspettarci grosse doti di flessibilità e morbidezza.
Si può intuire che un prodotto cosmetico che contenga sostanze funzionali (che sono un po’ come gli ingredienti di una ricetta) più ricercate come quelle di estrazione naturale, richieda anche dei costi di lavorazione maggiori in quanto i tempi di produzione sono più lunghi. Non è da sottovalutare, infine, il fatto che le ditte della così detta “profumeria di lusso” hanno laboratori propri dove equipe di ricercatori continuano a fare ricerche e sviluppare nuove formule in modo da garantire al consumatore prodotti sempre più all’avanguardia; data la loro grande ricerca non c’è da stupirsi se alcune sostanze scoperte e realizzate in tali laboratori ottengano  brevetti depositati e si ritrovino anche in prodotti di farmacia.

Spero di essere riuscita, senza annoiare nessuno, a spiegare che non si pagano 24 euro solo perché quel mascara si chiama “pinco pallino” ma perché, effettivamente, ci sono delle differenze strutturali che si riscontrano soprattutto al momento dell’applicazione del prodotto e nella sua durata.

Detto questo, sta ad ognuna di noi decidere cosa acquistare, ma almeno adesso possiamo sentirci “con la coscienza a posto” pensando che spendere tanto, almeno in questo caso, vuol dire spendere meglio!!!

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